6. I nuovi motori culturali

Giorno n°

2707

28 ottobre 2018

Inaugura il teatro Galli con l’emozionante Cecilia Bartoli che ha dato il via alla prima stagione che ha visto in scena il “Simon Baccanegra” diretto dal Maestro Valerij  Gergiev insieme a tutto il Teatro dell’Opera Mariinsky, e poi anche Riccardo Muti in apertura della Sagra musicale malatestiana con “Le nozze di Figaro”, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella (3 agosto 2019), fra tricolori svolazzanti e folla in piazza davanti al maxischermo.

 

In 10 anni investiti 465 milioni in opere pubbliche.

 

I cantieri culturali

L’economia della cultura è uno dei più potenti motori di sviluppo, costruttore di relazioni umane e sociali.

I dati dimostrano che la cultura è uno dei motori trainanti dell’economia italiana, uno dei fattori che più esaltano la qualità e la competitività del ‘Made in Italy’. Al sistema produttivo culturale e creativo si deve il 6% del valore aggiunto italiano: 96 miliardi di euro. Non solo: la cultura ha effetti anche sul contesto, grazie a un moltiplicatore che è pari al 1,8: per ogni euro prodotto dalla cultura se ne attivano altri 1,8 in altri settori, col turismo come primo beneficiario di questo effetto volano (fonte: “Io sono cultura 2020” – I Quaderni di Symbola).

La vera sfida culturale di Rimini è stata organizzare e mettere in rete, entro il 2021, un inedito, enorme patrimonio di luoghi riqualificati in grado di attrarre in città centinaia di migliaia di nuovi viaggiatori e, contemporaneamente, ridisegnare la ‘skyline’ dell’identità collettiva, restituendo alla comunità e ai suoi ospiti spazi culturali, attraverso un articolato programma da un lato di interventi di riqualificazione urbana, di recupero e valorizzazione della propria identità storica, culturale e architettonica; dall’altro attraverso i suoi spazi culturali, pilastri di un’idea di futuro, la città ha perseguito in questi 10 anni un modello di sviluppo sostenibile e identitario che ha contribuito fortemente a ricucire la frattura mare/centro e ha agito come potente motore di sviluppo economico, sociale e civico.

 

 

Negli interventi strutturali e in quelli immateriali appartenenti alla sfera della produzione culturale e dell’intrattenimento si è seguito un disegno ideale che andasse nella stessa direzione. Ricostruzione del Teatro Galli, teatro storico della città, riqualificazione del Fulgor e della Casa del Cinema, riqualificazione dell’area intorno al Castello Malatestiano, la nuova arena Francesca da Rimini, fino all’apertura del Fellini Museum, l’inaugurazione di Part, Palazzi d’arte Arengo e Podestà, urban garden e giardino del Museo Part, piazza sull’acqua al Ponte di Tiberio, Tiberio Porto Antico, Rimini romana, Biblioteca Malatestiana, sono alcuni degli interventi di recupero degli spazi culturali che costituiscono l’asset prioritario di sviluppo, tradizionalmente orientato prevalentemente verso il turismo balneare. Motori culturali anziché quelli immobiliari, per una città più armonica in grado di ricucire coraggiosamente gli strappi urbanistici dal dopoguerra in poi, che avevano determinato una oggettiva dilatazione di Rimini, che non a caso entrò nella fine degli anni ‘80 nel vocabolario con il termine ‘Riminizzazione’ a indicare improbabili espansioni immobiliari ad alto tasso di consumo territoriale.

Il driver del patrimonio artistico monumentale storico della città insieme e con la dimensione della produzione artistica creativa tecnologica diventano per Rimini vera e propria industria italiana dell’arte. Capace di generare posti di lavoro ed economia.

Sviluppare questi progetti ha consentito di ridisegnare e di riqualificare gli spazi culturali della città, valorizzando in maniera più incisiva il patrimonio storico e artistico di Rimini anche nell’obiettivo di renderlo una risorsa sempre più importante e in grado di agire positivamente per incrementare sia le attività culturali stesse, che la fruizione di un pubblico ampio ed eterogeneo di visitatori residenti nel territorio e ospiti della Riviera.

Per decenni Castel Sismondo ha fatto da ‘guardiano’ ad un maxi parcheggio o da sfondo al mercato ambulante del mercoledì e del sabato. E così, uno dei più bei ponti romani al mondo, il ponte di Tiberio, è stato il principale snodo viario di una mobilità sostenuta. E Porta Galliana, per secoli la porta di accesso alla città dal mare, è stato un arco gotico semisepolto vicino al ponte dei Mille.

Oggi Rimini si presenta con nuovi spazi che vanno a inserirsi nel quadrilatero storico che comprende il Fellini Museum fino al Ponte di Tiberio per portare a compimento un vero e proprio polo culturale e abbraccia, in un anello non solo simbolico, il Museo Fellini, l’ottocentesco teatro Galli inaugurato nel 1857 da Giuseppe Verdi e restaurato nel 2018 e il Part – Palazzi dell’arte – il Museo di arte contemporanea nei palazzi trecenteschi dell’Arengo e del Podestà, inaugurato nel 2020 e il cui Giardino storico sfuma nell’outdoor del Museo Fellini.

Rimini città d'arte

Cento milioni di investimento complessivo per una ‘riconversione urbana’ fondata sul recupero del patrimonio storico e artistico.

Se fino a non poco tempo fa pensare a Rimini città d’arte poteva apparire insolito, oggi la città è nelle condizioni di fare leva su un patrimonio culturale di una valenza tale da essergli riconosciuta a livello internazionale, non solo per la ricchezza di monumenti, la dotazione di spazi, di sale, ma anche per la capacità del territorio di valorizzare la propria storia e di saperla reinterpretare per proporla al mondo. Il valore che pochi luoghi come Rimini possono vantare è dato dalle sue tante bellezze storiche, archeologiche, artistiche e paesaggistiche, ma anche dalla sua capacità di fare leva sul suo immaginario, sulle proprie risorse identitarie per costruire una nuova storia, dove il passato e il futuro, la tradizione e l’innovazione, la dimensione immateriale e i nuovi luoghi fisici della cultura, dialogano in un collante vitale per la vita della comunità.

Rimini verso “Capitale italiana della cultura 2025"

Se solo all’inizio del 2011 poteva appena immaginare la candidatura di Rimini a capitale italiana della cultura, oggi con i processi di trasformazione del Sea Wellness Park con i nuovi lungomare connessi alla ritrovata città d’arte con il Polo Culturale Museale. La candidatura a Capitale della Cultura è un processo solido e avviato.

Teatro Galli con Piazza Malatesta

28 ottobre 2018

L’Amministrazione Comunale ha riaperto il 28 ottobre 2018 il Teatro Amintore Galli, rimasto chiuso e parzialmente distrutto per 75 anni, a seguito dei devastanti bombardamenti del dicembre ‘43. Creazione dell’architetto modenese Luigi Poletti e inaugurato nel 1857 col nome di Teatro Nuovo, il teatro diede inizio alla sua programmazione artistica con l’opera lirica “Aroldo”, appositamente composta per Rimini da Giuseppe Verdi. La sua restituzione alla cittadinanza è stata una impresa complessa che ha coinvolto tutta la struttura organizzativa riguardo agli aspetti della gestione tecnica, ammnistrativa e di coordinamento generale.

Un aspetto centrale è stato quello di rendere il Teatro Galli, al tempo stesso un teatro storico e un teatro nuovo, dotato di una struttura tecnica molto avanzata, non solo conforme alle normative di sicurezza, ma soprattutto in grado di avvalersi di tutte le potenzialità della strumentazione di scena oggi disponibile per ospitare allestimenti complessi e che richiedono modulazioni della scena.

La ricostruzione del Teatro e l’evoluzione progettuale portato il Teatro ad essere una vera e propria fabbrica d’arte con le sue otto sale e spazi. La nuova Piazza Malatesta diventa parte integrante con l’arena esterna del Fellini Museum. Così da far diventare il Teatro non un’isola a sé ma epicentro del nuovo Polo Culturale Museale riminese.

Tutto ciò ha permesso la restituzione alla città, dopo decenni di abbandono e di attesa, il nuovo teatro polifunzionale e inserito in uno spazio circostante anche esso rivoluzionato, liberato e dato alla comunità e all’arte.

Il rinnovato Teatro Galli, dopo la sua inaugurazione, è stato restituito infatti alla fruizione della comunità, ospitando la maggior parte della programmazione artistica teatrale, musicale e lirica, necessaria per intraprendere il percorso finalizzato al riconoscimento, da parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, di Teatro di Tradizione, che consentirà l’accesso a nuove linee di finanziamento statale e regionale.

Nel 2019 il magazine americano Time inserisce il Teatro Galli fra i 100 World’s Greatest Places.

L’arena esterna della nuova Piazza Malatesta/Fellini Museum, potrà ospitare produzioni culturali, teatrali, musicali prestigiose e importanti anche per numero di spettatori.

Breve storia del Teatro Galli:

— Nel 1841 viene incaricato del progetto per la realizzazione del nuovo teatro di Rimini l’architetto Luigi Poletti di Modena, illustre esponente dell’architettura neoclassica in Italia e tra i più importanti progettisti di teatro.

Il corpo di fabbrica del nuovo teatro si imposta sull’avancorpo dell’antico fabbricato dei Forni settecenteschi affacciato sulla piazza della Fontana, oggi piazza Cavour.

— Il 16 agosto del 1857 il teatro, che nel 1859 sarà dedicato a Vittorio Emanuele II, viene inaugurato da Giuseppe Verdi (unico caso in Italia), che presenta una nuova opera, Aroldo, composta appositamente.

— Nel 1916 l’edificio è lesionato dal terremoto e viene chiuso. Nel 1923 il teatro riapre con l’opera Francesca da Rimini di Zandonai.

— Il 28 dicembre 1943 il teatro viene gravemente danneggiato durante un bombardamento aereo che provoca il crollo del tetto della sala e del palcoscenico.

— Nell’immediato dopoguerra il teatro viene occupato dai militari e poi spogliato di arredamenti, mobilio, lampadari al fine di utilizzare i materiali per ricostruire le abitazioni distrutte dalla guerra. Nel 1947 il Teatro, semidistrutto, è dedicato al musicista Amintore Galli (1845-1919), critico musicale e compositore.

— Nel 1975 viene realizzato il primo restauro dell’avancorpo del teatro.

— Dopo un lungo dibattito culturale sulle modalità di ricostruzione del Teatro Galli viene approvato il progetto che prevede la ricostruzione della Sala e del Palcoscenico nel rispetto delle scelte architettoniche, tecniche e dei materiali utilizzati da Poletti.

— Nel 2010 è iniziato l’iter per l’intervento di restauro, parzialmente eseguito negli anni tra il 1997 e il 2001, ed è stata presentata la ricostruzione integrale del teatro. Il progetto di restauro e restituzione integrale, filologica e tipologica della Soprintendenza Regionale per i Beni e le Attività Culturali dell’Emilia Romagna è stato più volte integrato e modificato per recepire le esigenze del Comune di Rimini.

— I lavori di ricostruzione sono iniziati nel 2014. Nel corso dei lavori viene realizzata anche la sala del Balletto a livello del secondo sottotetto prevista dall’architetto Poletti ma incompleta dal 1857.

I lavori di restauro e ricostruzione hanno fornito una straordinaria opportunità per indagare in modo approfondito un ampio settore della città di Rimini, aprendo un’importante finestra nella sua storia. Gli scavi archeologici hanno interessato le aree sottostanti la platea, il golfo mistico, il palcoscenico e i vani laterali che affacciano sulla piazza e su via Poletti. A seguito degli importanti rinvenimenti archeologici, sotto la Sala dove si siedono gli spettatori, sono narrati i 2000 anni della storia della città, dal 220 avanti Cristo, data in cui è stata fondata la colonia romana, fino all’800.  Una narrazione che si snoda in un percorso museale multimediale. Dove si possono vedere i più bei mosaici ritrovati nel corso della lunga e complessa campagna di scavi archeologici

— Il teatro è stato inaugurato il 28 ottobre 2018 con la Cenerentola di Rossini interpretata dalla voce unica di Cecilia Bartoli.

Museo d’arte Moderna e Contemporanea PART – Palazzi dell’Arte Rimini

24 settembre 2020

PART ha aperto al pubblico lo scorso 24 settembre 2020, dopo un progetto di riqualificazione e ridestinazione funzionale dei Palazzi del Podestà e dell’Arengo reso possibile da un intenso lavoro sinergico tra Comune di Rimini, Regione Emilia Romagna e Fondazione San Patrignano. Il progetto esecutivo per la realizzazione del nuovo Museo d’arte moderna e contemporanea è stato approvato in Giunta comunale nel novembre 2018 e i lavori si sono conclusi nel mese di marzo 2020.

La grande sala del Palazzo dell’Arengo, testimonianza superstite del Medioevo, in precedenza spazio polivalente dedicato alle attività museali e istituzionali, è stato oggetto di una complessiva riqualificazione e riorganizzazione funzionale degli spazi e dei percorsi informativi e comunicativi. La collezione ospitata al PART è il risultato della prima grande iniziativa italiana di endowment sul modello anglosassone: le opere sono state donate da artisti, collezionisti e galleristi alla Fondazione San Patrignano con atti che impegnano la Fondazione a non alienarle per un periodo minimo di cinque anni, contribuendo alla loro messa in valore rendendole visibili al pubblico; successivamente potranno essere cedute solo in caso di esigenze straordinarie della comunità, per soddisfare prioritarie necessità degli ospiti in percorso di recupero dalla tossicodipendenza. La Rimini che cambia attrae mecenati da fuori.

Insieme e con il PART a partire dal Giudizio Universale è iniziato il percorso per la realizzazione del Museo del ‘300 riminese, che connetterà i nuovi spazi del Museo della città ad esso dedicati, con altri luoghi come Sant’Agostino e il Palazzo dell’Arengo.

La Rimini che cambia attrae mecenati da fuori.

PART – Il giardino outdoor

Il giardino esterno al Museo Part verrà suddiviso in stanze espositive. Questa compartizione spaziale viene garantita da pareti verdi che circoscrivono ogni ambiente espositivo, costituendo l’ossatura di tutto il progetto. Ogni stanza sarà caratterizzata da una suggestione vegetale differente, creando scenografie inedite che accompagnano le installazioni artistiche.

Piazza sull’acqua, Ponte di Tiberio

21 dicembre 2017

Da “Invaso” del Ponte di Tiberio a “Piazza sull’acqua” al Ponte di Tiberio, centro e scena di Rimini Caput Viarum, luogo di partenza della via Emilia e della via Popilia. Ora Piazza sull’Acqua e sul verde del Parco Marecchia, centro e scena di nuova vita cittadina. Il 21 dicembre 2017, attraverso la riqualificazione dell’invaso del Ponte mediante una riorganizzazione complessiva di tutta l’area circostante in luogo di grande rappresentatività per la città di Rimini, si trasforma e inaugura la piazza sull’acqua: un’area di circa 6.500 mq che insiste sul bacino su cui si affaccia il ponte di Tiberio, una delle testimonianze di epoca romana più importanti presenti nella città.

In una posizione di cerniera tra porzioni di città di grande importanza per essere al contempo porta di accesso al centro storico, accostato al Borgo San Giuliano, tangente al tracciato della Via Emilia, parte del porto canale, entrata principale al parco cittadino XXV Aprile (parco Marecchia), il  progetto costruisce la quinta finale del parco, prevedendo l’inserimento di due punti privilegiati per la fruizione visiva del ponte: un’ampia area di sosta affacciata al lato del bacino frontale al ponte, piazza sull’acqua, e una passeggiata pedonale in legno composito lungo il bordo del bacino – passeggiata sull’acqua; la risagomatura delle scarpate e il loro allestimento per il transito e la sosta.

L’intervento complessivo è consistito nella realizzazione di una passerella galleggiante lunga circa 36 metri che collega la banchina destra alla banchina sinistra del canale, di una passerella sospesa lungo le mura in sponda destra del canale, di un balcone aggettante da piazza Pirinela (Borgo San Giuliano) sul canale e nella realizzazione di rampe di discesa per abbattimento barriere architettoniche.

Oggi la piazza è un luogo di produzione e funzioni culturale, musicale e sportiva. Di intrattenimento con esperienze legate al cibo, alla letteratura e al cinema.

CINEMA FULGOR, riapre il cinema amato da Federico Fellini

20 gennaio 2018

Il 20 gennaio 2018, nella data in cui Federico Fellini avrebbe compiuto 98 anni, Rimini inaugura il Cinema Fulgor, il cinema forse più famoso al mondo, dove Federico Fellini, ancora bambino, vide il suo primo film, Maciste all’Inferno.

Dopo una ristrutturazione durata sei anni, la sala cinematografica – ridisegnata in stile anni Trenta dal celebre scenografo premio Oscar Dante Ferretti – riapre i battenti nell’ambito di un progetto di più ampio respiro, il Museo Fellini, che darà vita a un affascinante itinerario compreso tra Castel Sismondo, piazza Malatesta, e Palazzo Valloni, ospite quest’ultimo del Cinema Fulgor, che ne occupa il piano terra.

Un’apertura molto attesa, tanto da essere citata dal New York Times nell’annuale classifica dei ‘best 52 places to go’, come motivo di viaggio a Rimini, inserita per questo fra le mete top nel mondo per i viaggi assolutamente da fare.

Una sala cinematografica unica, scenografata da Dante Ferretti, che è stata restituita a Rimini e ai suoi ospiti e più in generale della cultura mondiale, dopo un importante intervento di ristrutturazione durato 6 anni che ha interessato tutto lo storico Palazzo Valloni, la cui facciata neoclassica porta la firma di Giuseppe Valadier.

Porta Galliana

fine agosto 2021

TRA MARE E CENTRO STORICO

Il recupero del monumento che, in epoca malatestiana, regolava l’accesso da mare al cuore di Rimini si inserisce in continuità con gli interventi fatti nella piazza sull’acqua al Ponte di Tiberio. 

Il recupero dell’antica porta di accesso al mare della città murata consente infatti di realizzare connessioni ciclopedonali legandosi agli interventi dell’Anello verde, le piste ciclabili che portano al Faro di Rimini, a San Giuliano a Mare, congiungersi con l’Anello delle Piazze, il Ponte di Tiberio e tutta l’area della Piazza sull’Acqua e del Porto Antico. Porta Galliana è un monumento che è stato per lungo tempo sepolto ma tanto importante da essere stato raffigurato addirittura nella formella del Cancro della Cappella dei Pianeti del Tempio malatestiano, la più antica immagine della città giunta fino a noi.

Nel 2019, si sono concluse tutte le attività di scavo archeologico in prossimità di Porta Galliana sotto la supervisione della competente Soprintendenza e alla fine del 2019 è stato approvato il progetto definitivo esecutivo di valorizzazione della porta medioevale che ha consentito di avviare i lavori. Il progetto riguarda la valorizzazione del sito di Porta Galliana ed è ricompreso in un intervento di riqualificazione urbana più ampio che prevede, oltre al restauro della Porta Galliana con possibilità di attraversamento mediante percorsi inseriti nel giardino archeologico, la connessione alla rete ciclabile attraverso la realizzazione di un percorso ciclopedonale bidirezionale, il sistema di risalita dalla banchina destra del Canale Tiberio alla Via Bastioni, nonché l’intervento di pulizia delle mura federiciane anche attraverso la riqualificazione del tratto della Via Bastioni settentrionali.

Una lunga pista ciclabile dai lungomare a Nord e da quelli a Sud, incontrando la via ciclabile del Porto Canale, permette di arrivare al centro storico riqualificato passando ed entrando dalla riscoperta e ritrovata Porta a mare della città: Porta Galliana.

Anello delle nuove Piazze

i tre stralci dei lavori sono stati completati nell’ottobre 2016

Dal 2013 al 2016 è stato realizzato un programma di recupero e valorizzazione del centro storico attraverso la riqualificazione di 24 tra vie e piazze del centro storico (4,5 milioni di investimento).

Si tratta di opere che interessano la viabilità pedonale e luoghi e piazze del centro storico, riportati da usi impropri e inadeguati a funzioni più qualificate attraverso interventi di recupero e arredo urbano, caratterizzati dal rosso dell’asfalto per le vie con banchine in selce di fiume e lastre di arenaria tipo Alberese, nonché con un nuovo arredo urbano. Interventi che hanno dato nuova luce a luoghi storici e bellissimi della città come i sagrati di tre tra le più importanti chiese storiche cittadine (Sant’Agostino, Santa Rita e ora la chiesa del Suffragio) e a piazzette che grazie a un attento disegno da parcheggi caotici si sono trasformate in spazi di qualità non solo architettonica, come avvenuto a San Bernardino, Zavagli, Ducale, Agabiti.

Sono state riqualificate via Tempio Malatestiano, via Serpieri, via Bertola, via Sigismondo, via Castelfidardo, via Michele Rosa e piazzetta San Francesco, via Guerrazzi, via Cairoli, via Giordano Bruno, via Castelfidardo, via Galeria, via Tonini, via Farini, via Augurelli, via Ducale, via Cavalieri, Via Gozio de Battagli, Via Quintino Sella, Via XXII Giugno.

Palazzo Gambalunga

2016

Palazzo Gambalunga e Visconti sono stati oggetto di un importante insieme di interventi realizzati in stretta sinergia con la Soprintendenza dei Beni Architettonici che ha previsto in particolare la realizzazione di un nuovo impianto di climatizzazione per un maggiore comfort ambientale, oltre lavori di adeguamento impiantistico e riqualificazione dei servizi radicalmente rinnovati e dagli spazi interni del Palazzo.

Inoltre sono stati eseguiti lavori di riqualificazione degli spazi della corte esterna, dello scalone, dei corridoi al primo piano, della cineteca.

L’intervento è rientrato tra quelli finanziati con il contributo di Sgr attraverso l’opportunità offerta dell’Art Bonus, il sistema introdotto dal Governo per consentire ai cittadini e alle imprese di contribuire alla valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della propria città acquisendo nel contempo un credito d’imposta dallo Stato.

Cittadella universitaria. Il nuovo blocco.

Leon Battista Alberti - Dicembre 2017

L’intervento di ristrutturazione del complesso storico “Leon Battista Alberti” è parte importante del complesso progetto della “Cittadella Universitaria” che prosegue il percorso di radicamento del polo universitario nella città, un fattore fondamentale per lo sviluppo non solo dell’Ateneo ma dell’economia e del futuro dell’intero territorio. Il progetto ha visto la realizzazione di due edifici destinati ad aule ed uffici per l’Università in un contesto urbano riqualificato, la ristrutturazione di sette immobili che compongono il complesso del Leon Battista Alberti e la realizzazione di un’area cortilizia, nell’ambito di un Protocollo d’intesa siglato tra il Comune di Rimini e l’Università di Bologna per l’attuazione del programma di sviluppo del polo universitario della città.

 

Un’area di quasi 2.500 metri quadrati destinata a essere il connettivo tra il restauro degli edifici che si affacciano ed un nuovo percorso urbano a disposizione della città, che collegherà tra loro i vari luoghi che sono in relazione con l’Università ed i luoghi storici della città, come il Museo, la Domus, il Tempio Malatestiano. Il piano di recupero ha previsto la riorganizzazione e la definizione di percorsi pedonali e ciclabili di collegamento tra le sedi universitarie e i diversi dipartimenti, tra piazza Ferrari, piazzetta Teatini, piazzetta Agabiti, il complesso di San Francesco, la biblioteca e la residenza universitaria.

Comune e Università insieme per dare più opportunità

Il rapporto tra Amministrazione Comunale e Università ha visto il ruolo del Comune come soggetto fondamentale per la costruzione delle condizioni e delle opportunità di sviluppo e investimenti sia nella messa a disposizione dei luoghi e degli spazi nei quali l’università potesse consolidarsi e investire, sia nelle risorse reperite, che nell’esecuzione dei lavori. Tale combinato disposto di lavoro tra Comune e Università ha consentito, promosso e messo in cantiere dal 2016 al 2021 lavori per 25.336.826 milioni di euro.

Il futuro dell'Università

Benessere e sviluppo sostenibile, Turismo e Moda, Servizi alle persone, alle imprese e al territorio.

Benessere e sviluppo sostenibile, Turismo e Moda, Servizi alle persone, alle imprese e al territorio.
Il Campus di Rimini è orientato a formare specialisti nei comparti del turismo, della moda e della creatività, del management e dei servizi finanziari e attuariali, delle produzioni farmaceutiche e cosmetiche, della sostenibilità dei processi economici e chimici industriali e degli stili di vita, nonché della prevenzione del disagio sociale.

 

DIDATTICA (a.a. 2021/22)
— 19 corsi di laurea in 8 ambiti differenti

 

 

ISCRITTI
5.036:  un incremento del + 5%
793 stranieri = 15.8 %
(88 paesi rappresentati, Cina – San Marino – Iran – Albania – Russia comunità più numerose)

14 dicembre 2020
+17% nelle lauree magistrali e a ciclo unico. Continuano a crescere gli iscritti al Campus di Rimini.

28 luglio 2020
Università: entro un anno dalla laurea trova occupazione la maggior parte degli studenti del Campus di Rimini con contratti a tempo indeterminato.

Nell’ambito dell’investimento del Comune sul Polo Universitario è stato promosso ed è in attuazione il Protocollo d’Intesa tra Regione, Università, Comune di Rimini e ASL che permetterà di riqualificare e destinare all’Università, oltre ad altri luoghi, l’immobile “Ex Saub” (Mutua) di via Circonvallazione che diventerà la sede del Dipartimento dell’Università di Bologna delle Scienze per la qualità della vita.

La nuova biblioteca di campus e il nuovo centro polifunzionale direzionale dell’Università di Palazzo Lettimi attingerà ai fondi individuati da risorse nazionali su richiesta e progettazione avanzata dall’Università di Bologna.

I deliberati di UniBo del luglio 2021 prevedono per il Campus riminese ulteriori risorse da destinarsi per la riqualificazione ad uso universitario e polifunzionale di edifici storici attualmente non ristrutturati come parte del complesso degli Agostiniani.

 

UNIRIMINI

Unirimini è la società consortile di sostegno e servizi a sostegno della didattica, alla ricerca e agli studenti per l’Università riminese. Nel corso degli anni il Comune di Rimini e l’Amministrazione hanno costantemente sostenuto la società di servizi dell’università fino a diventare con il 25,48%  il soggetto che detiene la partecipazione maggioritaria.